biografia    opere    personali    rassegne    recensioni    bibliografia    news    album    contatti

 

Ritorna all' indice delle  RECENSIONI

 

 

         Aldo Trione

 

 

Dal ciclo dei fogli "I dialoghi col poeta"

 

 

I livelli di creatività e di perfezione formali conseguiti nelle sue ultime opere,

l'inquieto interrogarsi sul proprio fare, la rara essenzialità cromatica che sa

realizzare, il sapiente mestiere attraverso il quale riesce a rivelare una

raffinata sensibilità, associata ad una controllata e razionale visione delle

cose, fanno di Carmine Di Ruggiero un artista di rara specie; un artista che

crede nel linguaggio della pittura: e di questa sua fede laica ha sempre

offerto eloquente testimonianza.

L'insegnamento di Emilio Notte, di cui oggi cominciamo a valutare appieno

l'originalità e la modernità, l'influenza di Braque e di Picasso, e soprattutto

la lezione di Cézanne, hanno segnato - si sa - la poetica di Di Ruggiero, il

quale, tuttavia, ancorché abbia attraversato molte esperienze della pittura

moderna, ha lavorato con assoluta e ostinata autonomia.

Nella sua opera, infatti, si ritrovano gesti e forme del postcubismo, del

figurativismo astratto, dell'informale, del geometrismo di Pollock; soluzioni

impressionistiche, strategie compositive tipiche della stagione della crisi

delle avanguardie storiche. Ma siffatte 'influenze' costituiscono piuttosto la

trama della situazione di cultura alla quale Di Ruggiero si riferisce: si

configurano, semmai, come i frammenti della memoria storica sottesa al

suo lavoro dal timbro originalissimo e rigoroso, iscritto in un perenne

tentativo rivolto a cogliere la molteplicità fenomenica del Reale.

In tal senso l'opera di Di Ruggiero si definisce fondamentalmente come

ricerca delle 'ragioni' nascoste in ogni cosa, anche nei dettagli minimi, nella

alterazioni degli oggetti o nelle loro deformazioni. Le immagini, la materia, i

colori, però, non esprimono direttamente il pensiero e le motivazioni

soggettive dell'artista; ne esibiscono un equivalente esterno, un correlato

oggettivo, ricco di significati improbabili e ambigui.

Dopo la stagione dei giardini del 'silenzio', dove il silenzio era piuttosto un

sottacere, un alludere senza nominare; e dove la ricerca di un'armonia

scandita in un ordine geometrico finiva col rinviare ad una sorta di metafisica

soggettività, Di Ruggiero ha voluto ripercorrere certi suoi antichi sentieri

interrotti. Si è ritrovato ancora a fare i conti con la 'pittura', con le immagini,

dopo che, in questi anni, tante mode sono venute esaurendosi e molte

utopie estetiche si sono rivelate dei vuoti simulacri ideologici. E' così che egli

ha riattraversato, nella sua recente stagione, tutta intera la sua esperienza

passata, ne ha recuperato le intenzioni più felici, le soluzioni compositive più

ardite: ha riaffermato, in tal modo, il suo amore estremo per le 'forme' della

sua originaria creazione; ha lavorato e 'ricostruito', con disarmata

consapevolezza. Emergono, in queste sue opere recenti, attraverso una

straordinaria trasparenza, le leggi e le strutture significative del suo fare, i

rilievi della sua immaginazione, tumultuosa e produttiva, continuamente

rivolta a porre ordine nel caos che 'governa' la materia e le cose.

Eccoci, dunque, di fronte alla 'ricapitolazione' della esperienza complessa di

un artista che è passato per molte vicende 'esterne' ed inferiori; è stato

insieme con altri; ma è rimasto in qualche modo so/o, ad interrogarsi, ad

interrogarci. La sua solitudine ha la propria dimora in un orizzonte di

frammentazione, di perdita, di ritrovamento e di sovversione.

Così l'avventura attraverso il colore di Di Ruggiero ci conduce ad una

interrogazione infinita, dove le cose, le immagini, la materia, le forme, si

fanno rilievi costitutivi di un possibile approccio fenomenologico al Reale.

Braque, Picasso, Cézanne - come ho detto all'inizio - sono stati i suoi

maestri ideali, le sue 'fonti'. In particolare Cézanne.

Il suo Cézanne sembra emergere (giova sottolinearlo) da certe illuminanti

pagine rilkiane. In una lettera del giugno 1907 Rilke scriveva: «E' così, gli

oggetti d'arte sono sempre un risultato dall'essere-stati-in-pericolo,

dell'essere andati fino in fondo a un'esperienza, sin dove nessuno può

avanzare oltre. Tanto più si va avanti, tanto più un'esperienza diventa

particolare, personale, unica, e l'oggetto d'arte finalmente la pronuncia

necessaria, irreprimibile, quanto più possibile definitiva di tale unicità...

L'aiuto immenso dell'oggetto d'arte per la vita di colui che deve

compierlo...consiste nel fatto che quello è la sua ricapitolazione; il grano del rosario con cui la sua vita dice una preghiera, la prova che sempre ritorna, data per lui, della sua unità e veridicità, che si volge soltanto verso di lui e verso l'esterno agisce in modo anonimo, soltanto come necessità, come realtà, come esistenza...».

Rilke ci offre così una chiave per entrare nell'universo poetico di Cézanne e

coglierne l'orizzonte di senso, l'Estremo, come egli scrive. Come unicum

che nessun altro capirebbe ne potrebbe capire, come delirio personale, per

così dire, [l'Estremo] deve entrare nell'opera per acquistare validità nel suo

interno e indicarne la legge, come disegno innato che diventa visibile

soltanto nella trasparenza del fatto artistico.

Il poeta delle Elegie duinesi costruisce in tal modo una «estetica della

pittura»; definisce norme e principi che possano valere per decifrare

l'enigma della figurazione. Per quel che ci riguarda, oltre che la traccia di

un'«estetica della visione» Rilke ci offre una sonda che consente di

guardare nella trasparenza delle immagini di Di Ruggiero, di coglierne la

malinconia e, insieme, la forza compositiva e il senso della sua inquieta

interrogazione.

  Aldo Trione

 

  Quaderni d'Arte

   delle Edizioni Lo Spazio, Napoli, 1985

 

 

                                                                                           

                                                       biografia    opere    personali    rassegne    recensioni    bibliografia    news    album    contatti

 

 

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità e non si può quindi considerare un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7.3.2001.

 

I diritti, i nomi, i marchi e i banner riprodotti in questo sito sono di proprietà dei rispettivi titolari.

Le immagini, anche se non coperte da copyright, sono di proprietà dell'autore e di quanti altri ne abbiano  legalmente diritto.

 

 

 

Questo sito si occupa esclusivamente di eventi legati all'attività artistica e professionale di Carmine Di Ruggiero e tutte le foto,

 riprodotte nelle pagine, sono state riprese in eventi ufficiali di pubblica notorietà.

                   Ritorna all' indice delle  RECENSIONI