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      Ciro Ruju

 

La simbologia di Carmine Di Ruggiero

 

[...] Questa serie di opere, dipinte in una maniera che tiene conto della esperienza costruttivistica, mettono in

evidenza lo studio approfondito che l'artista compie per ottenere, attraverso un equilibrio dei rapporti tra

forma-colore-spazio, un'armonia che si realizza appunto per la reversibilità delle zone colorate dove lo sfondo

diviene primo piano e viceversa. Ma anche questa fase, Di Ruggiero la strumentalizza come campo di ricerca:

e, infatti, dopo questo ciclo di opere, ecco che l'adirezionalità delle forme geometriche viene a trovare una

veicolazione più raziocinata e viene ad instaurarsi, nel contesto dell'opera, una concezione di spazio più

dinamico.

È in questo secondo ciclo di opere, che come tesi possiamo dire appartenenti alla nuova astrazione, che Di

Ruggiero matura un suo spiccato interesse verso l'oggettività delle cose, mediata proprio attraverso questo

secondo ciclo astrattivo dove le zone colorate (riducendosi a mere tracce, a volte a sottili percorsi su una

superficie bianca che, dal 1967 in poi, diviene sempre più plasticamente mossa per le volute rientranze e

sporgenze oggettive) propongono uno spazio rigoroso, che fonda la propria consistenza su presupposti

razionali e verificabili. Su questa nuova necessità di oggettivazione del reale esterno, in una dimensione

spaziale, le opere acquistano una loro precisa dimensione e saranno base per l'artista, non solo per il definitivo

superamento dell'informale e del post- informale, ma anche ritrovamento di uno stilema che gli consentirà,

attraverso una continua invenzione, la creazione di una oggettualità delle cose, tangibile e praticabile,

interessata al mondo oggettivo dell'essere che l'artista riproduce ed inventa in strutturazioni pluridimensionali,

quasi per una ricerca di quegli spazi-ambienti a noi non più familiari.

Questa concezione (1969-1970) di una integrazione tra la pittura e la scultura, in un tutto armonico, è da

rintracciarsi come base di partenza per la struttura delle opere del '67, per le quali Filiberto Menna annotava

che «... il colore non è più il veicolo di una emozione, non ha più l'ufficio di far leggere in trasparenza la storia

inferiore dell'artista: la superficie pittorica acquista una maggiore consistenza tattile e una più aggressiva

luminosità...».

Anche per questo ciclo operativo, che non è lontano dalle opere recenti del Giardino del silenzio, ci sarà da

mettere in luce due momenti del loro divenire, e precisamente: pur essendoci alla base dell'operazione una

volontà costante di oggettivazione dell'immagine, come scrive Gillo Dorfles, essa viene ad offrirsi nel suo

definirsi linguaggio e ad essere raggiunta in due tempi: nel primo sono i rilievi del 1968-'69: dove la

composizione è ancora racchiusa in una struttura bidimensionale; nel secondo sono le opere del '69-70 di

maggiore impegno volumetrico che rappresentano la fase di maggiore chiarezza degli strumenti linguistici che

l'artista adopera veicolati appunto non tanto per la creazione di uno oggetto isolato (riproduzione di una

pseudorealtà), quanto piuttosto motivazione di un ambiente globale incorporante in se l'organico (attuato

tramite il floscio della materia plastica) e la struttura, ottenuta in un materiale duro, quale appunto il legno

ricoperto da colori acrilici ed industriali.

Da quanto fin qui osservato si evidenzia nell'arco operativo di Di Ruggiero una dualità dialettica costante tra la

necessità di un calarsi nell'organico vitale della realtà (empatia) e tra l'impulso opposto che è dato appunto

dalla astrazione quale momento di vasto respiro non solo problematico, ma anche formale. Questa dualità (a

secondo dei cicli sembra essere privilegiata ora una empatia, ora l'astrazione) si risolve, a nostro avviso,

nelle opere del Giardino del Silenzio dove si evidenziano, in una sorta d'integrazione concettuale, i due

momenti in una unità dialettica formale e contenutistica non affatto conflittuale.

 

Ciro Ruju 

Critica Meridionale

Napoli, marzo 1978

 

 

                                                                                           

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