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        Mario Maiorino

 

da     Momenti di una pittura italiana

 

[...] Ma, volendo porre un accento ancora altro a quello che egli ha definito il suo «Viaggio nella luce», nel

riferimento appunto a quei vari bianchi e neri, oppure a quei bianchi di un fondale su cui poggiano le

sovrapposte triangolazioni ridenti di modulazioni squadrate, perfette nelle sagome, con colori che sono

tanti, e ciascuno per ogni sagoma, tra il verde, il rosso, il giallo, il bleu: tanti che, nel misto del nero non sai

più discernere gli uni dagli altri nella loro dimensione come in una tavola criptica, non puoi fare a meno di

capire come nella contrapposizione geometrica alla contenutezza delle espressioni filtrate nell'altra sua

pratica del colore a modo dell' action painting, v'è un oggettivo gradiente che spinge a notare la

compenetrazione dell'una - la geometria - nella compenetrazione dell'altra - la risonanza sensitiva -, nella

sintesi di una chiarezza espressiva.

Pittura difficile, per certi versi, questa di Carmine Di Ruggiero; difficile perché va e deve essere intesa tutta

e solo nell'emozione che genera, senza porvi un gran ragionare; che, se la pittura non è emozione, che

pittura è? Ma essa è difficile per i percorsi nei quali s'inoltra all'interno di una risonanza di captazione

formale e fisica dello spazio. Diventa però facile, se letta, tutt'intera, nel valore della sua organizzazione

invadente la spazialità. In altre parole, la pittura di Di Ruggiero è una pittura spaziale per quella repentina

percezione che essa da nella sua costituzione precisa, ed anche nella sua imponderabilità.

Diventa facile, ancora, essa pittura, perché esplicita concetti di notevole cultura che viene dal tempo dei

tempi - oh, se ricordiamo le astrazioni sumeriche, e quelle babilonesi, e quelle egiziane! - con la

mediazione di un linguaggio moderno, di moderna poesia, di moderna musicalità. Il confronto che essa

porta con altri momenti di pittura logica e informale - perché non ricordare Mondrian, perché non ricordare

Wols ? -, vive nella natura stessa dell'espressione come pensiero che precede l'esperienza, e nella

decantazione di una dimensione spazio - tempo, come scaturita da un evento naturale che è natura

stessa.

 

Mario Maiorino

da : "Momenti di una pittura italiana"

IGEI, Napoli 1999

 

 

                                                                                           

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