biografia    opere    personali    rassegne    recensioni    bibliografia    news    album    contatti

                                                                                                                                                                   

Ritorna all' indice delle  RECENSIONI

 

 

        Donatella Gallone

 

Silenzio. Nella stanza del pittore

 

Attenti al norvegese. A quel giovanotto con giaccone da marinaio, barba nera da predicatore, fluenti capelli

scuri. Che gironzola a Napoli. Nei dintorni di piazza Trieste e Trento. Quel tizio sta imbracando la fontana

ereditata dall'amministrazione comunale guidata dal 'comandante' Achille Lauro.

  Dicembre 1970. Il norvegese si chiama Carmine Di Ruggiero. Nato, trentasei

  anni prima, nel cuore commerciale cittadino, piazza Borsa. E cresciuto nel

  labirinto dei Quartieri spagnoli. Segni particolari: carnagione e statura

  mediterranee. Ossessione: l'arte. Che lo ha sedotto a tal punto, da fargli

costruire un mostro di plastica con tentacoli allungati proprio di fronte al teatro di San Carlo, tempio della lirica.

Il giovanotto non è solo. È insieme a un gruppo di matti come lui (tra questi, Mario Persico e Renato Barisani)

che, capeggiati dall'architetto Franco Mancini, direttore dell'Accademia delle belle arti di Napoli e appoggiati da

negozianti partenopei, costruiscono mostri in città.

La stampa locale è allarmata. Le leggende metropolitane fioriscono di bocca in bocca. Attento allo straniero

che viene dal Nord. Ma, intanto la gente, incuriosita, scatta fotografie... Mentre mani ignote riducono in cenere

la belva di cellofan: vita brevissima. Pochi giorni, appena. L’orripilante creatura non riesce a vedere

Capodanno... I mostri in città sono i genitori della Montagna di sale e delle altre installazioni volute dalle

istituzioni in piazza del Plebiscito, in una città che cammina nel terzo millennio.

Nella sua casa-studio di via San Rocco, a villa Faggella, immersa nel silenzio, Carmine ricorda divertito

l'episodio di quel Natale trent'anni fa, rivendicando la paternità degli 'eventi urbani', condivisa con un pugno di

amici... Non nasconde un po'di amarezza: chi opera nel pubblico e nel privato a Napoli si è dimenticato

di quelle operazioni dirompenti avviate dai temerari dell'avanguardia... Tutto ignorato, cancellato, azzerato...

Memorie rase al suolo...Eppure una traccia di quell'avanguardia c'è. Al Museo di Capodimonte. Una sua tela

(del 1962) con i lavori di altri artisti moderni napoletani: sono i suoi Resti di una città combusta, arsa, bruciata.

Probabile eco inconscia di un'infanzia trascorsa sotto l'incubo di incursioni aeree e maschere antigas...

È la sera dell'otto settembre 1943. Il generale Badoglio, capo del governo, annuncia per radio la firma

dell'armistizio con gli alleati angloamericani. La folla si riversa per strada. Credendo che la guerra sia finita.

Lui, ragazzetto di nove anni, tra i vicoli. Un soldato tedesco lo prende in braccio e corre con lui

gridando la sua felicità con parole che Carmine non capisce... Qualche settimana dopo, abbraccia i fratelli,

sdraiati sul pavimento con lui, al buio... Si spara per le strade... Quei militari sono diventati nemici da

respingere...

La guerra... Disegni di carri armati sui quaderni.. .Allievo delle scuole medie;

frequenta i corsi serali di pittura... E, pian piano, nasce l'artista. Che fa tesoro della lezione di modernità del

maestro Emilio Notte. Eccezionale didatta all'Accademia, che indica agli studenti le infinite possibilità di

rinnovamento, partendo dall'impressionista Cézanne...

Uomini e reti : due pescatori sulla spiaggia disegnati con carboncino su carta, a diciott'anni. «Ancora oggi

quando li vedo mi sento riconoscente verso me stesso...». Il tratto è sicuro, bello, sincero. Ma, dopo, le figure

si scompongono. E i colori s'innamorano del gesto. Esplode l'impeto della pittura. Sono i quadri dell'informale

che lo portano da protagonista alla Biennale di Venezia nel '64: unico artista vivente del Sud, alla rassegna.

Anni Settanta. La forma si ricompone. E diventa triangolo. Carmine aderisce al gruppo Geometria e ricerca. La

struttura rigorosa respira sul bianco che rappresenta spazio e il vuoto, cornice di elementi differenti.

Corposo e spesso, negli anni Ottanta, il bianco si stempera, si diluisce, si alleggerisce. Nuvola di luce che

avvolge il suo ultimo lavoro., Le mani di Cristo, appena terminato.

Prova d'autore in mostra, dal 27 marzo, al Grenoble nel ciclo di esposizioni Orizzonte del presente ideato da

Vitaliano Corbi. Due guanti di gomma e corpo-volto (appena accennato) in un nero che gocciola sulla base

dove sono deposti pennelli e tubetti di colore ormai vuoti. Non espedienti per riempire, decorare o equilibrare

l'opera. Piuttosto, testimonianze di una materia che lui usa come pane quotidiano. Residui di un'operazione

che inizia e inesorabilmente si conclude... Reperti di un ciclo... Mentre bozze di foglie alludono a un

paesaggio.

L’artista abbraccia l'amata solitudine, ma ascolta le voci esterne, del mondo, della natura... Anche quando si

rifugia nell'atelier e nella Stanza del pittore: su uno sfondo candido, lascia l'impronta di un recinto, in due

quadri recenti. E il timido profilo di una clessidra interpreta il tempo che scorre... Non c'è racconto, non c'è

cronaca, non c'è fiaba del colore. Minimalista, essenziale, semplice...

Come essenziale e concreta è la sua carriera di direttore tra le Accademie di belle arti di Catanzaro (giovane)

e di Napoli (storica) dove si conclude la sua carriera, sulla soglia del Duemila.

Docente in pensione. E artista vitale. Insegue, scompone e arrotola il filo di Partenope. Sottile linea blu di

passione. Fiamma che si riaccende, per incanto. Davanti alla tela.

 

Donatella Gallone

"Napoli più" - 14 marzo 2003

(nell'immagine: La grande forma - Napoli 1970)

 

 

 

                                                                                           

                                                       biografia    opere    personali    rassegne    recensioni    bibliografia    news    album    contatti

                                                                                                                                                                          

 

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità e non si può quindi considerare un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7.3.2001.

 

I diritti, i nomi, i marchi e i banner riprodotti in questo sito sono di proprietà dei rispettivi titolari.

Le immagini, anche se non coperte da copyright, sono di proprietà dell'autore e di quanti altri ne abbiano  legalmente diritto.

 

 

 

Questo sito si occupa esclusivamente di eventi legati all'attività artistica e professionale di Carmine Di Ruggiero e tutte le foto,

 riprodotte nelle pagine, sono state riprese in eventi ufficiali di pubblica notorietà.

                   Ritorna all' indice delle  RECENSIONI